mercoledì 3 novembre 2010

LE MANI IN PASTA

Il nostro laboratorio del gusto ricomincia cosi': piccole mani in ... pasta che scoprono o, per qualcuno, riscoprono il piacere di manipolare, la meraviglia di veder trasformare acqua e farina in un profumatissimo pane croccante E' lo stupore che coglie anche me, di fronte alla bocca del forno che, da quel gran mago che e' ... trasforma anche il piu' piccolo e informe ammasso di impasto in una sua creazione.
Magia del lievito e del calore!
E' una bella sfida al mondo dei consumi ma anche alla nostra mentalita' di consumatori di cibo  "bello" a vedersi piu' che "buono" per le qualita' di integrita' e ricchezza di nutrienti che l'agricoltura BIO sta combattendo sul fronte dei consumi. Fabio e' una di quelle persone che crede nel cibo "buono" per il nostro organismo che cura, oltre a nutrirci, il nostro essere affaticati dalla troppa purezza e vacuita' delle proposte commerciali sugli scaffali della grande distribuzione.

Viene a raccontarci con grande passione, il suo credo nei GRANI ANTICHI della nostra zona, delle nostre colline!


Cereali antichi e "buoni" a loro volta, che danno il meglio di loro stessi in terreni non stressati da profonde lavorazioni e da macchine pesanti ... che vengono seguiti con amore nel loro affacciarsi al terreno, nel lasciarsi ricoprire dal candido e provvidenziale manto della neve ( se il clima fa giudizio :-) e non s'impenna a marzo...), che fioriscono e gonfiano di farina sotto i raggi del sole. E  grazie alle parole, alle immagini che Fabio ci propone possiamo viaggiare attraverso il tempo e le stagioni per veder maturare le spighe, per conoscere i piccoli fiori che crescono ai loro piedi e gli insetti che vi si aggirano intorno! Fino alla mietitura, fino al loro arrivo al mulino, cosi' diverso dagli antichi mulini ad acqua che abbiamo guardato: tutto acciaio luccicante ma con un cuore nascosto di pietra, la pietra che macina questi grani antichi senza scaldarli, stressarli, strapazzarli ... ma di mano in mano trasformando il seme in farina, crusca, cruschello, semola, semolino ... perche', come per il maiale!, anche del seme nulla va sprecato: i semi non adatti ad essere macinati, diventano cibo per gli animali, ogni risultato delle diverse lavorazioni diventa un nuovo prodotto per il fornaio e, i semi piu' forti e belli sono accantonati per la prossima semina!


E    I N F I N E     T O C C A     A     N O I !

Ci rimbocchiamo le maniche, laviamo le mani e cominciamo a impastare.
Prepariamo sui banchi tutto il necessario:
1 kg di farina a fontana dopo averla ben bene arieggiata. 
 La "casina per il sale" perche' non vada a contatto con il lievito: impedirebbe ai lieviti di soffiare a sufficienza per gonfiare la pasta!
Prepariano circa 1/2 litro d'acqua con 2 cucchiai di zucchero per aiutare il lievito a "lavorare".
Sbricioliamo mezzo cubetto di lievito fresco fra le dita e lo lasciamo cadere nella fontana, aggiungiamo poco per volta l'acqua e dal bordo della fontana prendiamo la farina per impastare il tutto!
Scappa l'acqua di qui e di la ma non ci lasciamo intimorire e cominciamo ad impastare.
Aggiungiamo un pizzico di sale ciascuno... 
Con dolcezza,con amore, senza sbattere impastiamo a turno e poi ciascuno lavora il proprio pezzo, ci assicuriamo una buona lievitazione.
Discutiamo, osserviamo, commentiamo ... dobbiamo lavorare fino a che tutto l'impasto non si stacchera' dalle mani.

ora siamo pronti per dare il via alla lievitazione


Copriamo bene a campana e ce ne andiamo a mangiare: lasciamo che il calore del sole faccia la sua parte, noi la nostra l'abbiamo gia' fatta!
E poi via con la cottura nel fornetto di Luca: ce la faremo a far cuocere i nostri piccoli capolavori????!


In una mezz'ora un proffffffffuuuuuuuummmmmmiiiiinnnnnnooooooooooooooo si sguinzaglia per il corridoio ... non sono pochi quelli che, grandi e piccoli, si affacciano alla nostra porta attirati da cio' che il naso suggerisce:
 profumo di
P A N E!


E ce ne andiamo a casa avvolti in questo magico profumo che ci accarezza ancora.
Ci meraviglia questo pezzo caldo che stringiamo tra le mani, a fatica, soffiandoci sopra ...

E'     P A N E !

e lo abbiamo fatto tutto noi.

Ringrazio Fabio Pederzani per la sua pazienza,la nonna di Nico e tutte le mamme che, come sempre, con enorme sollecitudine e premura, ci hanno messo in condizione di poter condividere questo momento di stupore e meraviglia.
Penso, credo che l'amore per le cose buone, sane e genuine possa essere respirato, assaporato, manipolato anche sui banchi di scuola.
Ci accompagnera' il ricordo, la memoria di un sapere che nasce dalle mani ma che usa, come ingrediente principale,
L'    A M O R E


2 commenti:

  1. una mamma5.11.10

    Che bello! Finalmente un'esperienza creativa, che rende la scuola vicino alla vita e educa alla soddisfazione di fare e crescere insieme.
    Mio figlio è tornato entusiasta e fiero del suo panino che mi è sembrato un vero e proprio "oggetto d'amore", caldo e indispensabile come il pane.
    Grazie maestre!
    una mamma

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  2. Grazie a tutte voi per la condivisione di questi momenti:ce li ricorderemo ... di sicuro!

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Sarei molto felice di leggere cosa ne pensate, i vostri commenti e impressioni,suggerimenti e idee.
Grazie!