mercoledì 30 giugno 2010

LA FESTA DEI POPOLI

PARTAGER = CONDIVIDERE
Condividere un campo di calcio per divertirsi insieme, tutti i colori, gli umori e le lingue dei cinque continenti...
condividere un palco ricco di suoni, parole, ritmi e danze; condividere una tavola, anche se non proprio mangiando dallo stesso piatto, come e' invece usanza e tradizione in Marocco e in Etiopia ... e sopravvive in tanti paesi mediterranei.
Sta tornando di moda anche nei grandi ristoranti ma, per noi, questa sera e' un modo per affondare le dita in profumi e sapori poco investigati! Forse si mangia un po' meno in questo modo ma, gli assaggi e i piccoli bocconi creano intorno alla tavola un clima sicuramente rilassato e disinvolto. Credo che questa "malaeducazione" sia il modo, forse piu' antico, per condividere il cibo nel segno dell'Amore e dell'Ospitalita'.
E, graditi ospiti, ci siamo sentiti a questa FESTA DEI POPOLI che si e' tenuta a Fidenza nei giorni 26 e 27 giugno.

Andiamo a curiosare nelle cucine prima che si dia "inizio alle danze": grandi pentole coperte e rigorosamente chiuse ... cosi' ci accontentiamo di vedere che cosa ci porteranno in tavola, per condividere delizie che gia' l'olfatto ci ha prefigurato, con i sacchi di spezie, sotto il gazebo dei "laboratori!
Cominciamo dal nostro piatto, scelto fra le proposte  dei diversi popoli:
MENU COSTA D'AVORIO


COUS COUS
DIVERSI TIPI DI CARNE
VERDURE
SALSA ALLA CIPOLLA,  CANNELLA, CHIODI DI GAROFANO, CARDAMOMO
e PLATANO FRITTO

PER PREPARARE LE BANANE (PLATANO) fritte
• 8/10 banane del tipo plantain (sono quelle piccole e usate in molte cucine etniche per preparazioni salate, OCCORRE CERCARLE appunto nei negozi di specialità etniche che ora mai si trovano in tutte le città)

• olio di semi per friggere (monoseme di arachide, od girasole o di mais, non quello di oliva per il gusto troppo intenso)
• 1 cucchiaio di zenzero fresco tritato finemente
• sale q.b.
Le banane fritte sono un contorno particolare che ci arriva dalla Costa d’Avorio, ma che in genere si trova in gran parte dell’Africa e nei Carabi.
Preparazione: la preparazione di questo piatto è facilissima.
Sbucciare le banane, tagliarle a pezzetti e condirle con lo zenzero tritato.
Riscaldare l’olio per friggere in una capace padella, friggere i pezzetti di banana fino a quando saranno dorati. Scolateli e metteteli su carta da cucina a perdere l’eccesso di olio, spolverarli di sale e servirli subito ben caldi.

Altra possibilita' ARROZ Y GAMBARS: un po' come la paella ma senza carne ...
Preparato da signore sudamericane!
Come preparare il riso con gamberetti
Ingredienti per il riso con gamberetti
° 400 g di riso bianco
° 400 g gamberi
• 1 tazza di vino bianco
• Pomodoro
• noce moscata
• Olio
• Pepe
• Alloro
• Aglio
• Sale e zafferano
Mettere a bollire l'acqua per il riso ( due misure di acqua per ogni misura di riso) , con una foglia di alloro , un aglio e un pizzico di sale. Mentre il riso cuoce, staccare le teste e i gusci dei gamberi per preparare un po' di brodo .
In una padella riscaldare un poco di olio e friggere i gamberi , insieme con la tazza di vino , la salsa di pomodoro a piacere , un poco di noce moscata e brodo delle teste e gusci nel quale e' stato sciolto lo zafferano.
A cottura ultimata del riso, dopo averlo scolato, aggiungere la salsa con i gamberetti .


Il TAJIINE (il termine è berbero e arabo dialettale) è un piatto di carne in umido tipico della cucina nordafricana, e in particolare marocchina, che prende il nome dal caratteristico piatto in cui viene cotta.

Il piatto tradizionalmente è fatto interamente di terracotta, spesso smaltata o decorato, composto da due parti: una parte inferiore piatta e circolare con i bordi bassi, ed una parte conica superiore che viene appoggiata sul piatto durante la cottura. La forma del coperchio è pensata per facilitare il ritorno della condensa verso il basso e presenta sulla sommità un "pomello" che ne facilita la presa. La parte inferiore viene usata per servire il piatto in tavola.

I tajine più conosciuti sono il mqualli (pollo con limone e olive), il kefta (polpette e pomodori) e il mrouzia (agnello con prugne e mandorle). Altri ingredienti usati sono tonno, sardine, mele cotogne caramellate e verdure. Agli ingredienti principali vengono aggiunte salse e spezie (cannella, zafferano, curcuma, zenzero, aglio e pepe) che ne arricchiscono il sapore; il tutto viene cotto a fuoco basso, lentamente, affinché la carne risulti tenera e aromatizzata.

In origine la cottura veniva svolta appoggiando il tajine sulle braci; di recente sono stati costruiti tajine col fondo di metallo, in grado di sopportare le alte temperature e la fiamma dei moderni fornelli a gas. Ad ogni modo, per preparare il tajine non è strettamente necessario avere l'apposita pentola, ma è possibile utilizzare una pentola a pressione, a scapito del gusto. Da notare che buona parte dei tajine venduti abitualmente in Europa sono ornamentali e non adatti alla cottura.
Mentre aspettiamo che i piatti siano portati a tavola per "partager", ci guardiamo intorno: oltre ai laboratori con manufatti artistici molto belli, ci diamo appuntamento per le "treccine"...


Intanto i tavoli si riempiono, il sole cala i profumi si espandono ...


C'e' anche un intrattenimento musicale, uno teatrale, la "pizzica" da ballare...
una splendida serata per far esperienza di "tutti i popoli"


La "FESTA DEI POPOLI" e' alla sua seconda edizione ed e'  promossa da SMS (progetto Sono mentre Sogno) & Family in collaborazione con il Centro Missionario di Fidenza, Caritas diocesana di Fidenza, Progetto “Verso il centro interculturale”, Comune di Fidenza, Associazione Insieme, Coop. Dal Mondo, Officine SMS.

L’idea di una manifestazione che unisca le genti,  e' nata da uno stimolo offerto dal Vescovo Mons. Mazza e accolto dal Centro per famiglie SMS & Family, con il coinvolgimento di organizzazioni del territorio.Vede nell’incontro tra etnie e culture differenti quella moltiplicazione di sguardi e di punti di vista come fonte preziosa per costruire una città sensibile, ricca e solidale.

La Festa dei Popoli diventa il momento culminante di un percorso che vede le diverse nazioni, culture, fedi, orientamenti, tesi verso il sogno di una città dove i tanti popoli presenti non si limitino a vivere uno accanto all’altro, ma si incontrino e si riconoscano fratelli, facendo cadere i pregiudizi che portano all'isolamento e alla non integrazione, costruendo una città partecipata che mette al centro il protagonismo dei giovani e delle loro famiglie.

Nessun commento:

Posta un commento

Sarei molto felice di leggere cosa ne pensate, i vostri commenti e impressioni,suggerimenti e idee.
Grazie!